martedì 13 settembre 2016

MORGAN DELT: "PHASE ZERO" (Sub Pop, 2016)




Quando abiti a Topanga Canyon e nel tuo piccolo studio di registrazione casalingo incidi musica iperuranica, sognavi di fare questo da grande? Di diventare un menestrello freak tutto capelli, delay e flower power?
Probabilmente sì e a Morgan Delt la faccenda piace parecchio, perchè questo suo "Phase Zero" (primo album per la gloriosa Sub Pop di Seattle) suona proprio come un paradosso spazio temporale.
Una sorta di incrocio magico tra la Summer Of Love 1967, istantanee shoegaze, e gli Allah Las ben chiari nelle melodie che nulla hanno di nuovo, ma sono ben fatte e ben suonate.
Vale a dire che i riferimenti per questa neopsichedelia gentile restano gli stessi di sempre per tutti quelli della "scena", tra cui alcuni prezzolati vicini di casa dello Stesso: Joni Mitchell, Buffalo Springfield e Byrds in primis.
Ripeto, niente di stravolgentemente innovativo, ma 10 brani che ti incatenano i nervi e dopano le sinapsi con leggerezza e semplicità, da consumo estivo così come da guide notturne persi su qualche provinciale con il sorriso sulle labbra.
Attendiamo il buon Morgan alla prossima prova discografica, o magari su un palco vicino a casa pronto a darci battaglia.



MORGAN DELT su FB


Davide Monteverdi.








venerdì 12 agosto 2016

AREA PIRATA - THE RAT PACK PT 2

Suona il postino, come al solito troppo presto la mattina, e mi recapita in mano un pò di pacchetti dalla forma famigliare.
Piccoli rettangoli farciti di pluriball che solo Tiziano di Area Pirata mi spedisce con amore ed abnegazione totale, pure in un fine luglio da 30° all'ombra.
Va da sè che il contenuto è assolutamente micidiale.



I Blackboard Jungle erano una band brindisina (soprattutto) anni '80 dedita al rock stelle e strisce di grande fattura: influenze paisley alla Dream Syndicate miscelate con l'Australia dei Radio Birdman, roots imbastardite dagli X, psichedelia variegata declinata in tricolore. Tanto per dire. Solo un mini lp prima di cambiare strada per poi rincontrarsi 27 anni dopo con il mastermind originale, Federico Guglielmi, e dare vita a questa raccolta killer di 19 brani: 8 da "Silver Drops On Jesus' Skull", 11 da vari demo inediti. Consigliatissima!




I Big Mountain County ci fanno vedere di che pasta son fatti con questo live "Anachronicle", registrato alla Locanda Atlantide di Roma alla fine del 2015 e pubblicato nell'Aprile 2016. Una manciata di brani tratti dal recente "Breaking Sound" (più un paio da singoli) intrisi di psych rock, suonati e registrati divinamente. L' ascolto è piacevolissimo e fila via in un attimo, soprattutto all'ombra della mia terrazza estiva. Le direttrici del sound sono basiche e basilari per chi ama certe parentesi lisergiche: Spacemen 3, Morlocks, Plan 9, Seeds. Bravi davvero e i vocals ai limiti della schizofrenia restano una garanzia certificata di godimento!




10 anni per concepire il proprio esordio non sono pochi. Ma i Temporal Sluts da Como mettono insieme un album bellissimo, destinato a diventare un classico del genere in Italia. 10 rasoiate mai banali, cariche di energia positiva, i cui rimandi non sono solo semplici attestati di stima, ma coaguli di sangue, sudore e passione sparsi sui palchi di mezza Europa. Ascoltarlo a rullo in macchina, certe notti, ha contribuito a riportarmi a casa sano e salvo ed è per questo che lo consiglio tra un pogo e uno stage diving d'annata. File under: Radio Birdman, New Bomb Turks, Dead Boys.




L' Italia suona bene e si sente più che mai. Questo dovrebbe essere il commento in calce al debutto dei Superslots Terrible Smashers "Kidnappings", freschissimo di stampa nel luglio impossibile del 2016. 11 tracce che ti catapultano in un paradosso spazio temporale, dove la musica è bellissima e i problemi stanno a zero. I kids di Salerno sferragliano con stile in territori garage punk ed indie rock con corone di fiori al collo e Voxx Phantom imbracciate manco fossero AK 47. In questo periodo di grigiore e crisi esistenziali, loro sono una garanzia di gioia e note intonate. Che aspettiamo a portarli in giro per il mondo vantandocene come se non ci fosse un domani? Occhio Billy Childish & Co, qua c'è trippa per tutti!




Ed eccoci all'ultimo pezzo da recensire di questo magico pack. Ultimo in ordine temporale, sia chiaro, perchè i Mads fanno uscire questa chicca la scorsa settimana solo per ribadire una cosa: nel 1979 noi già portavamo i pantaloni con la piega ed eravamo bravissimi a sembrare cockney nella nebbia grigio piombo della pianura padana. Quindi ecco il nuovo singolo "On the Bus" magico intruglio di Jam, Mersey Sound e good vibrations che male certo non fanno. Grande perizia del combo (in formazione originale) nell'amministrare i suoni senza sembrare old school, ritmiche vibranti e divertimento a pacchi, ovvero l'essenza prima di un buon disco. Noi li attendiamo speranzosi dal vivo con l' arcobaleno stampato in faccio. Qua Milano, Inghilterra!






P. S. : Ricordo ai kids che le uscite discografiche di Area Pirata sono TUTTE IN TIRATURA LIMITATISSIMA.











martedì 26 luglio 2016

GORILLA BISCUITS LIVE @ MAGNOLIA ESTATE (MI)


I Gorilla Biscuits non sono solo una delle leggendarie band hardcore e straight edge di New York – il periodo è quello d’oro, ovviamente. Sono anche il disegnino fatto bene di quello che l’adolescenza – facciamo anche post – corretta dovrebbe essere: tatuaggi, short, skateboard, pogo, stage diving, attitudine positiva, musica, coerenza, le strade infinite della metropoli con le cuffie sulle orecchie e amore incondizionato per quello che sta fuori e dentro. La reunion della band di Anthony Civorelli ha il sapore del liceo e una scia di attese che sfiora l’incredibile. Finalmente potremo cantare tutti in coro Start Today dall’inizio alla fine, senza sembrare i soliti drop out niente-in-testa: Vans e calza bianca al ginocchio le parole d’ordine e il proscenio dell’Idroscalo a fare da cornice alle stelle negli occhi.



NEUROSIS @ FESTA RADIO ONDA D'URTO


Ci sono voluti tre anni per riavere la band di Steve Von Till e Scott Kelly in Italia. C’è voluto lo spazio libero della Festa di Radio Onda d’Urto, che li ospiterà come macabra anticipazione del Ferragosto Tricolore. Quindi niente pasta al forno sulla spiaggia libera o tavolate alle feste su in collina, niente cornetto di panna con la granella o amori rubati nella notte estiva. Il tempo dei sorrisi è morto. Il combo di Oakland, infatti, riemerge dalle lamiere di un incidente spazio temporale: quegli anni 90 che li hanno consacrati leggende di un crossover musicale inclassificabile e ferino. Forse “atmospheric hardcore” è il termine migliore o la circostanza perfetta per delineare il loro ultimo album Fires Within Fires, licenziato dalla loro Neurot Recording, su un palco a cielo aperto proprio sopra l’Inferno.




mercoledì 20 luglio 2016

NEIL YOUNG live a Milano. Ovvero la mia prima volta per Rolling Stone Italia.

Non si è mai veramente pronti a un live di Neil Young, tantomeno quando, come nel mio caso, è la prima volta. Una sorta di battesimo profano in musica, da ritmo semplice e cadenzato nell’afa dei parcheggi a rito collettivo sciamanico. Per il “Rebel Content Tour” il Mito canadese si fa accompagnare da una band di giovani e talentuosi musicisti: i Promise Of The Real. Con loro ha scritto il suo ultimo album, The Monsanto Years, e con loro riprende l’epopea interrotta coi Crazy Horse, dando vita a 170 minuti circa di pura magia sonica.
Lo show perfettamente gestito dal Market Sound fa ricredere chi vedeva nel folksinger, già di Buffalo Springfield e CSN&Y, solo l’ombra del passato glorioso. Le canzoni ci sono tutte, le emozioni trapanano pancia e orecchie, così come le cavalcate chitarristiche che Neil tesse sia con i nuovi Nelson che con Willie medesimo, guest a sorpresa delle tappe italiane. Intere famiglie di fianco a me intonano all’unisono After The Gold RushHeart Of GoldThe Needle And The Damage Done sbattendosene di tutto. Sul palco solo organo, chitarra acustica e l’occhio di bue. Il delirio vero, però, esplode quando il suono si fa elettrico e gli ampli iniziano a fischiare per gli assoli, in momenti di pura psichedelia West Coast. Certo, non si può essere indifferenti davanti alla storia. Come quandoCowgirl In The Sand irrompe in una versione iperdilatata che scivola, si ferma, si contorce su se stessa e strizza lo stomaco. Gli occhi che si cercano lucidi nel medesimo metro quadrato, con quell’espressione lì di chi darebbe tutto per il Rock. Insomma il mood generale è questo. Il resto è pura cronaca musicale: l’uomo è vivo e pulsante e l’artista è una macchina da guerra che tutto muove traendo il massimo divertimento da ogni singola nota. Poi il trionfo con Rockin’ In The Free World dal minutaggio imbarazzante e che mette i titoli di coda a una splendida notte di luna piena. Il bis con Willie Nelson (Homegrown) ci sorprenda disarmati alle spalle. Purtroppo, caro Neil, ti sei giocato il 10 pieno non eseguendo Hey Hey My MY e Hurricane. Vergogna!

martedì 5 luglio 2016

LAST SHADOW PUPPETS @ ALCATRAZ. 6 LUGLIO 2016.


Che estate sarebbe senza l’euforia di un concerto dei Last Shadow Puppets, finalmente in tour in Italia? Dopo aver calcato svariati palchi prestigiosi, il supergruppo formato dalla mente degli Arctic Monkyes Alex Turner e l’ex leader dei The Rascals Miles Kane – insieme al produttore James Ford e il bassista Zach Dawes (Mini Mansion) – proverà a raccontare anche a noi le storie di due ragazzacci volati armi e bagagli a Los Angeles per svoltare – direzione Futuro. Piccoli quadretti di vita da (indie?) rocker raccolti nel secondo album Everything You’ve Come To Expect, che ancora deve convincere i fan della prima ora. Ci vediamo sottopalco allora, pronti a ballare sul borotalco.




giovedì 9 giugno 2016

Sempre e comunque JANE'S ADDICTION!




Prima dei Nirvana e di tutta la scena grunge, l’alternative rock si muoveva per altre latitudini, mimetizzandosi tra filmetti basic sullo skate o musicando devianze giovanili in qualche college di futuri psicopatici. La storia dei Jane’s Addiction parte da qua. Dalla Los Angeles sfregiata dal crack più che dalle pipeline dei surf, imbastardita dalla furia di Black Flag e Circle Jerks tanto quanto dai bassi sghembi dei Red Hot Chili Peppers. I primi video su MTV scorrevano veloci e a ripetizione: Ain’t No Right, Stop! e, ancora, Been Caught Stealing, quando Perry Farrell già zittiva tutti con il suo sesso imprecisato fatto di provocazioni, perline e abiti da squatter in scimmia. Or,a finita la bolla dell’indi,e rimane qualche osso da ciucciare, quella maledetta voglia di reunion che anestetizza tutto, come questa di Perry e soci al Fabrique di Milano. Ora è tempo di Ritual De Lo Habitual e di darsi un tono nella battaglia sotto il palco.