martedì 21 marzo 2017

AREA PIRATA PT 4: Italians Do It Better!!!


"Second Skin2 è il 6° album dei bolognesi Cut.
E come sempre è un pugno in faccia dopo la scorpacciata di Nutella.
Suoni muscolari, liriche profonde come cicatrici che non rimarginano, atmosfere che si fanno spazio nel grigiore della penisola e si proiettano oltre confine, pronte ad abbattere qualsiasi dancefloor emozionale.
Nei 12 pezzi di "Second Skin" c'è davvero tutto, in primis i Cut.
Poi la New Wave, il Post Punk, il Glam e pure certe sonorità non da tutti, come quelli di matrice Amphetamine Reptile e dintorni.
Un inno all'alternative rock dei bei tempi, cantato con la modernità di un power trio sempre sul pezzo, pronto ad essere sminuzzato e rigurgitato dal vivo come ultimo test su strada.
Troviamo anche tante collaborazioni con amici vecchi e nuovi, per ribadire (come se fosse ancora necessario nel 2017) che la musica è condivisione e non loggia elitaria, e soprattuto il ponte tra Area Pirata con Dischi Bervisti, Bare Bones e Antipop.
Insomma una miscela esplosiva fin dalle prime intenzioni, detonata con estrema precisione e dedizione, non ultima all'ascolto attento da praticare con cura ed estrema attenzione.
Può nuocere ai timpani.
Bell'album, gran band, attitudine a pacchi.
Applausi ai kids di Bologna e soprattutto buon 20° compleanno!






"Fuoco E Fiamme" è prima di tutto bellissimo!
Dalla prima canzone all'ultima, 12 per l'esattezza.
Il secondo lavoro della band di Bergamo lavora sulla media distanza, soprattutto per gente come me, di primo pelo per la miscela di musica zozza che il trio smazza.
Una cocktail distillato con alcol scaduto e tantissimo Beat, Cave Rock, Garage, Prog e Oi, che ti lavora fianchi e cuore nel medesimo blitzkrieg a notte fonda.
La voce monocromatica e l'organo martellante di Ol Pjpa, trademark assoluti, ti scavano le vene e il buon umore senza pietà.
Insomma un veleno dolcissimo che Le Muffe, da veri rockers bastardi e consapevoli quali sono, ti inoculano col sorriso sulle labbra e la lentezza di un film di Kurosawa.
 L'addizione a "Fuoco E Fiamme" è incrementale e inarrestabile, ma io li attendo con enorme impazienza sotto qualche palco scassato, giusto per godermi questo spettacolo di massima decadenza serafica.
No, non mi drogo, ma a me sembrano proprio una rissa tra Nabat e Skiantos.
Se ci siamo capiti.
Comunque garanzie indiscutibili!








Davide Monteverdi




lunedì 27 febbraio 2017

SOULWAX @ MAGAZZINI GENERALI



Ed il giorno finalmente è arrivato. Perché va bene la partita, l’aperitivo con gli amici, le vasche in Darsena, il cinema con la squinzia, ma quando vola per aria il nome Soulwax tutto si ferma. Anzi. Tutto “deve” necessariamente cristallizzare nei cieli sopra la Madonnina, manco fosse una distesa di meth in Breaking Bad. I fratelli Dewaele, aka 2 Many Djs, tornano infatti per una notte sola a Milano, e in Italia, ad indossare gli abiti indie e stazzonati che li videro esordire vent’anni fa, con la pazza idea di conquistare la città e una manciata di sorprese. La prima è la formazione a sette di recente assemblaggio, c’è Iggor Cavalera a pilotare una delle tre batterie (tre), un palco stellare e, soprattutto, nuove bombe undici anni dopo il tellurico “Nite Versions”. Ricordate poi quella “Transient Program For Drums And Machinery” in free download sulla rete mesi fa? È probabile che quegli otto minuti e rotti di viaggione space indichino la nuova pelle sonica dei Soulwax. Anche se l’unica certezza all’orizzonte è che lo show sarà selvaggio e il test perfetto per l’album in uscita. Quindi vogliatevi tanto bene: biglietti alla mano, tasche con un po’ di magia, maglie di ricambio e piedi lesti.
DAVIDE MONTEVERDI







mercoledì 25 gennaio 2017

BEN WATT + BERNARD BUTLER @ SANTERIA.



Dopo il vuoto pneumatico di gennaio, finalmente la musica torna a riaccendere Milano. Difficile trattenere l’emozione: ebbene sì, Ben Watt – metà barbuta degli Everything but the Girl e di molte altre cose sfiziose – fa scalo in Viale Toscana con al fianco Bernard Butler per presentarci il nuovo album Fever Dream, composto a quattro mani con il chitarrista degli Suede e un pugno di ospiti uber cool a corollario. Lasciate a casa però le danze sfrenate e i consueti orpelli da concerto, e preparatevi a planare su oniriche pianure irradiate di folk e caramelle psichedeliche. Attenzione: evento ad alto tasso di emozioni.

Davide Monteverdi

sabato 7 gennaio 2017

HIBOU MOYEN: "FIN DOVE NON SI TOCCA" (Private Stanze, 2016)


Hibou Moyen è Giacomo Radi, circondato da amici musicisti, seduto su una poltrona comoda a suonare e a riflettere sulla vita.
"Fin Dove Non Si Tocca" è un capitolo, il secondo della sua carriera solista, intriso di delicatezza ed educazione sonora.
Pregiato e pregevole nei testi come nella sonorizzazione dei sentimenti, magistralmente compressi in 10 brani dall'ottima produzione di Umberto Maria Giardini.
La sensazione è che i continui rimandi a qualcosa d'altro limitino la completezza di un disco nato per esprimere se stessi, come chiunque abbia bisogno di un angolo polveroso per vivere lentamente e piangere di meraviglia.
C'è dell'intimismo nelle parole di Giacomo, ma mai debordante nel nichilismo inutile.
C'è della luce fuori dai 10 piccoli tunnel che mantiene salda la speranza di un rettilineo soleggiato e sicuro.
L'ho ascoltato molte volte questo Hibou Moyen nuovo di zecca: il cantautorato italiano minore 2.0 bussa alla porte ed è un piacere farlo entrare come un vecchio amico di ritorno dal nulla.
Consigliato, nella speranza di vederlo nel prossimo futuro su qualche palco non necessariamente di provincia.






Davide Monteverdi.