giovedì 4 settembre 2014
lunedì 28 luglio 2014
Marvin & Guy: "Makin' Love Ep" (M&G)
Nell’ellittica quanto eclettica era in cui il business
coincide (spesso) con una qualche forma di revival più o meno alta, qui termini
come “Nu“ e “Disco” o “Funk “calzano comodi come un Panama dettando alterne fortune,
mi ritrovo a gioire con l’innocenza di un bambino dopato quando scopro pepite in
pozze maleodoranti.
È il caso di questa improvvisa resurrezione della cosiddetta
“Scena Italiana”, di quella robba buona che non si limita al DOP e DOC di
prosciutti e parmigiani, e che si sta rivelando esportabile quanto le Rosse di
Maranello.
Mi riferisco ai “ragazzi terribili” della dance mutante
tricolore, newcomers relativi come Tiger & Woods, Irregular Disco Workers,
Bot & Tax, Brioski, Bottin, Ajello, a tutti gli altri hooligans di quella
new wave che sta facendo saltare in aria il globo grazie anche al minuzioso
lavoro di label agguerrite come Slow Motion e Hell Yeah
Ultimi in questo ordine dinastico, per tempistiche
discografiche e non certo per demeriti, sono Marvin & Guy: massivi e
misteriosi artigiani del beat dalla classe sconfinata e dalle fisionomie
incerte.
Il duo si occupa prevalentemente di dance morbida per
fumatori d’oppio ricamando qua e là trame acide con lo slap in levare, piccole
miniature vellutate che accarezzano le orecchie meglio di qualsiasi zoccola
mediorientale, tanto per capirci.
Genietti disinvolti delle strategie di marketing giocano con
l’aura misteriosa (nessuno o quasi sa chi siano) e blister di carisma nonostante
gli Anni Delle Crisi, sapendo che tempo e attributi al posto giusto non mancano
per il grande salto, ormai a un tiro di fionda.
Negli ultimi mesi sono stati acclamati come “Italo Eroi” in una
selvaggia mandata di gig a spasso per l’Europa: Noctua Open Air a Parigi,
Dalston Superstore per Abattoir a Londra, Nuits Sonores a Lione.
Ora rientrano nella mischia annunciando l’imminente uscita
del nuovo lavoro di studio, questo “Makin’ Love Ep”, previsto per il 18 agosto sulla
loro label M&G.
Ovviamente si parla di una limited edition in vinile, rosso
scintillante e in formato 12”, per i primi 500 maniaci del giradischi che
riusciranno ad accaparrarsela.
Il paradigma di stile M&G trova così la giusta
quadratura.
Poi possiamo anche chiacchierare amabilmente di “Makin’
Love” e “Kongos”.
Che sono due cremine appartenenti ad un altro mondo, fatto
di leccalecca fuorilegge e sciatori cosmici, bassi gommosi e vocals eterei, e non
fanno complimenti a rievocare mitologie metropolitane contemporanee, veri e
propri culti, che di nome fanno Typhoon, Dj Harvey, Paradise Garage e Idjut
Boys.
Questa è la vita new romantic, è amore sanguigno, è il
futuro scritto dai sedili posteriori di una 308 GTB.
Ma attenzione a non dembulare a brache calate per l’orgasmo
facile da primo ascolto, perché i due stalloni italici non se ne andranno al
mare quest’estate.
Infatti licenzieranno a settembre “Dance Abilities Ep” per
la californiana Young Adult e il loro primo, sudatissimo, album verso la fine
del 2014.
Adesso sì che siete liberi di andare a sciabolare!!!
Davide Monteverdi.
Links:
Discografia:
lunedì 21 luglio 2014
I National in concerto all'Anfiteatro del Vittoriale
La band capitanata da Matt Berninger sarà infatti ospite
della splendida location di Gardone
Riviera, sponda bresciana del Lago di Garda, martedì 29 luglio in occasione
della quarta ed ultima data del tour italiano, dopo quelle altrettanto
prestigiose di Ferrara Sotto Le Stelle, Siren Festival e Auditorium Parco della
Musica a Roma
Dunque una chiusa magistrale per i National nel nostro Paese,
in un anno che si è rivelato assolutamente magico per loro in termini di
pubblico e vendite.
In viaggio perenne per la promozione del sesto lavoro di
studio, quel “Trouble Will Find Me” fuori per la famigerata label inglese 4AD, il
quintetto newyorkese (d’adozione) ci ha dimostrato concerto dopo concerto come questo
sia il loro album più immediato e coeso,
vibrante e coinvolgente, almeno a giudicare dai sold out sparpagliati
per il globo.
Vi serve sapere altro per maneggiare con cura questa notte
di mezza estate?
Ah, anche a sto giro gli applausi vanno all’ organizzazione di
DNA Concerti, che ci smazza con il consueto stile la combo pressochè perfetta: una
delle migliori live performance del 2014 e una cornice che ti stritola il cuore.
Tutto il resto è autunno!
Davide Monteverdi.
sabato 12 luglio 2014
DEEJAY DAVE TOP 15 - LUGLIO/AGOSTO 2014
1) COMET GAIN - BEHIND THE HOUSE SHE LIVED IN
2) DAN SARTAIN - PASS THIS ON
3) THEO PARRISH - TYMPANIC WARFARE
4) NICOLA CONTE - A PRAYER FOR LATEEF
5) MANIC STREET PREACHERS - WALK ME TO THE BRIDGE
6) EUGENE MCGUINNESS - HEART OF CHROME
7) MARVIN & GUY - MAKIN’ LOVE (EDIT)
8) REIGNING SOUND - IN MY DREAMS
9) FRENCH STYLE FURS - SOLITARY LIFE
10) DEATH FROM ABOVE 1979 - TRAINWRECK 1979
11) GUSGUS - CROSSFADE
12) SIMIAN MOBILE DISCO - TANGENTS
13) KOLSCH - CASSIOPEA
14) WHITE FENCE - LIKE THAT
15) MORRISSEY - WORLD PEACE IS NONE OF YOUR BUSINESS
2) DAN SARTAIN - PASS THIS ON
3) THEO PARRISH - TYMPANIC WARFARE
4) NICOLA CONTE - A PRAYER FOR LATEEF
5) MANIC STREET PREACHERS - WALK ME TO THE BRIDGE
6) EUGENE MCGUINNESS - HEART OF CHROME
7) MARVIN & GUY - MAKIN’ LOVE (EDIT)
8) REIGNING SOUND - IN MY DREAMS
9) FRENCH STYLE FURS - SOLITARY LIFE
10) DEATH FROM ABOVE 1979 - TRAINWRECK 1979
11) GUSGUS - CROSSFADE
12) SIMIAN MOBILE DISCO - TANGENTS
13) KOLSCH - CASSIOPEA
14) WHITE FENCE - LIKE THAT
15) MORRISSEY - WORLD PEACE IS NONE OF YOUR BUSINESS
martedì 10 giugno 2014
TOP 10 GIUGNO 2014 - DEEJAY DAVE
1) THE EMPEROR MACHINE - LIKE A MACHINE (STRETCHED EROTIC VERSION)
2) JACK WHITE - LAZARETTO
3) KASABIAN - DOOMSDAY
4) MUNK & LIZZIE PAIGE - SOUTHERN MOON (DARIUS SYROSSIAN DUB)
5) RITON - THE SAME
6) DIE ANTWOORD - RAGING ZEF BONER
7) HATCHAM SOCIAL - ALL THAT I CAN SEE IS A GUN
8) TOM VEK - SHERMAN
9) PARQUET COURTS - BLACK AND WHITE
10) WOVENHAND - MASONIC YOUTH - JACK IN BLACK
2) JACK WHITE - LAZARETTO
3) KASABIAN - DOOMSDAY
4) MUNK & LIZZIE PAIGE - SOUTHERN MOON (DARIUS SYROSSIAN DUB)
5) RITON - THE SAME
6) DIE ANTWOORD - RAGING ZEF BONER
7) HATCHAM SOCIAL - ALL THAT I CAN SEE IS A GUN
8) TOM VEK - SHERMAN
9) PARQUET COURTS - BLACK AND WHITE
10) WOVENHAND - MASONIC YOUTH - JACK IN BLACK
martedì 22 aprile 2014
The Clash: “The Rise And Fall Of The Clash” (Warner Dvd, 2014).
Alla fine c’era bisogno di qualcosa o qualcuno che parlasse
ancora dei Clash?
O è solo un altro bieco sistema per fare cassetto negli anni
della crisi?
Non potevano lasciarci sognare idoli intonsi, seppur
all’imbrunire, con le loro pieghe sanguigne di esseri speciali?
Dopo l’uscita nei negozi dell’ennesima ristampona globale, e
va da sé buona per completist pipparoli, a nome “Boombox” eccoci arrivati ad un
nuovo episodio della saga Strummer/Jones.
Proprio come in Beautiful dopo il The End iniziano sequel,
prequel, director’s cut, comunicati stampa dell’amante del regista e vaibbello.
Non che il documentario firmato da Danny Garcia non sia
bello ed esaustivo, con stralci inediti e prospettive laterali, solo che la
faccenda magari era meglio liquidarla con quel “Il Futuro Non E’ Scritto” del
2008.
Un quadretto amabile, una testimonianza densa e agrodolce
sull’epopea di un rocker e la sua band, in predicato di diventare pura
leggenda, disintegratisi per futili motivi cui nemmeno noi, umile gentaccia
senza il Magic Touch, siamo immuni nel quotidiano: denaro, ego, divergenze
artistiche e scazzo supremo a coprire tutto come una tenda nera.
Dunque “The Rise And Fall Of The Clash” riparte da lì.
Dalla spietata cronaca di questa dissoluzione che, nel bene
o nel male, ha travolto una generazione che al famigerato “Cambiamento” credeva
davvero.
Nonostante il contratto con la Cbs, nonostante i proclami
Marxisti spesso fraintesi o fuori tempo massimo, nonostante i dischi di merda
che pure ci sono.
Novanta minuti circa, per il sottoscritto non proprio
scorrevolissimi, che fanno riflettere sulla crudeltà dello showbiz, sui
meccanismi che lo governano, e sull’universo delle amicizie ad orologeria. Con
un che di sadico voyeurismo che tumula, forse in via definitiva, ogni ordine di
questioni lasciate in sospeso.
Impietosamente.
Dopo i titoli di coda resta così il retrogusto disarmante
dell’ordinaria follia, la palpabile consapevolezza dell’impossibilità di un
rewind spazio temporale nei territori dell’età dell’oro.
Banditi per sempre gli sguardi limpidi e i sorrisi incerti,
altre piccole crepe si aprono nel mito che i Clash hanno saputo indossare con
scaltra scioltezza per oltre trent’anni.
E il succo sta tutto qui.
“The Rise And Fall Of The Clash” brilla senza alcun dubbio,
ma di una bellezza cinica e assassina.
Davide Monteverdi aka Deejay Dave.
https://www.facebook.com/theriseandfalloftheclash
http://www.theclash.com/
venerdì 18 aprile 2014
Deejay Dave - TOP TEN Aprile 2014
1) TWEENS - BE MEAN
2) PAINS OF BEING PURE AT HEART - KELLY
3) LIARS- MESS ON A MISSION
4) THE HORRORS - SO NOW YOU KNOW
5) CHAIN & THE GANG - DEVITALIZE
6) THE ORWELLS - LET IT BURN
7) ARCHIE BRONSON OUTFIT - TWO DOVES ON A LAKE
8) THEE OH SEES - DROP
9) PLAGUE VENDOR - BLACK SAP SCRIPTURES
10) TERRANOVA - HEADACHE
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